Intervista a Giulia: Studiare un master in Danimarca.
- 05 Marzo 2026
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Ciao Giulia, ti va di raccontarci un po’ di te e del motivo per cui hai deciso di trasferirti in DK per il master? Puoi iniziare raccontandoci qual è quell’episodio un po’ pazzo del tuo viaggio dall’Italia alla Danimarca che ancora oggi ti fa ridere!
Ho deciso di trasferirmi in DK prima per ricongiungermi con il mio ragazzo che studiava qua. Poi, da amante della cultura nordica e dopo un’esperienza in Islanda, ero molto interessata a provare a vivere in un altro paese scandinavo. Decisi quindi di trasferirmi e cercare un Master in DK per continuare i miei studi. Sicuramente il mio trasloco è stato molto divertente, poiché io, il mio ragazzo e un nostro amico abbiamo portato tutto dal quarto piano senza ascensore. Eravamo stanchissimi ma ci siamo anche divertiti a fare tetris con gli scatoloni nel pulmino a noleggio.
Avevi già considerato di trasferirti all’estero durante la triennale? Se sì, quali considerazioni avevi fatto rispetto a non portare a termine gli studi universitari in Italia.
Avevo fatto domanda per un Erasmus in Norvegia, ad Oslo, poiché stavo studiando il norvegese. La mia richiesta era stata accettata, ma poco dopo iniziò il Covid e il lockdown, per cui tornai a vivere a casa dei miei genitori e seguire l’università online. Credo sarebbe stata una bella esperienza per imparare meglio il norvegese e soprattutto vivere la loro cultura.
Visto che hai vissuto l’ambiente accademico sia in Italia che in DK, avresti voglia di raccontarci le differenze e somiglianze più grandi che hai incontrato durante la tua esperienza?
Ci sono tantissime differenze. Durante la mia triennale in Italia, ero solita studiare poco prima dell’esame finale. In Danimarca, è importante studiare durante il corso, poiché ci sono prove intermedie, come presentazioni o paper, obbligatorie per poter accedere all’esame finale. Inoltre, in Danimarca una parte importante delle lezioni è la partecipazione attiva e i “gruppearbejde”, lavori di gruppo insieme agli altri studenti. Anche il rapporto con gli insegnanti è completamente diverso. In Danimarca ci si chiama per nome proprio anche con il professore e gli studenti hanno una grande voce anche nell’organizzazione del corso. Onestamente, almeno per la mia esperienza, non trovo grandi somiglianze, se non forse nella struttura e durata (es. triennale e magistrale da due anni).
C’è qualcosa in particolare che ti ha colpito moltissimo dell’essere studentessa in DK? Qual è stato il corso o il progetto più stravagante a cui hai preso parte e che non ti saresti mai immaginata di fare in Italia, e ha cambiato il modo in cui vedi il tuo ambito di studi?
Per un corso sui metodi di ricerca, abbiamo dovuto in gruppo decidere il nostro caso di ricerca, nel mio caso madri migranti in Copenhagen. L’ho trovata una bellissima esperienza perché per la prima volta ho dovuto superare le mie paure e condurre delle interviste. Almeno nella mia triennale di lingue in Italia, non ho mai dovuto essere così “attiva” per un corso. Sicuramente mi ha insegnato a diventare intraprendente e indipendente nell’ambito della ricerca e dello studio, poiché anche se con il supporto del professore, eravamo noi studenti a capo di tutto il progetto.
Com’era la tua giornata tipo come studentessa master in DK? Eri tra quelle persone che andavano in bici all’università sotto la pioggia o facevi qualcosa di altrettanto epico?
Da studentessa adoravo andare al campus. In bici ci ho provato una volta d’estate, ma arrivata sudata dopo 25 minuti, decisi che quella sarebbe stata anche l’ultima volta. Raggiungevo il mio campus in circa 20 minuti di metro. La cosa più bella era mangiare pranzo sui tavoli all’esterno, se il tempo permetteva, o in riva al canale, prendere il caffè in uno dei tantissimi student bars sui divanetti, e partecipare a cene comuni provando cucine diverse internazionali (ogni giovedì sera mi sembra).
Quali sono i limiti - se ce ne sono - di studiare un master in DK?
Per chi arriva da un paese dell’UE, studiare un master in DK è gratuito. Purtroppo non è così per chi viene fuori dall’UE. Inoltre, può essere difficile, come è stato per me, capire cosa fosse richiesto dai professori (es. attiva partecipazione in classe). Non è immediato abituarsi a un metodo di studio totalmente differente. Inoltre, la maggior parte dei Master nel campo di Humanities sono offerti solo in lingua danese, quindi la scelta tra i Master in inglese è sicuramente limitata.
Lo rifaresti di nuovo, senza pensarci due volte?
Credo di sì, ma forse cambierei il tipo di Master, e opterei per uno più nelle social sciences or political sciences, poiché credo ci siano maggiori opportunità lavorative.
Che consigli daresti a chi desidera iscriversi a un corso universitario in Danimarca?
È una grande opportunità, specialmente se si arriva da un paese UE. Inoltre, se si lavora durante gli studi per 10-12 ore a settimana, è possibile ottenere una borsa di studio chiamata SU di circa 800 euro al mese (anno 2024-5), molto utile. Sicuramente consiglierei anche di partecipare attivamente in classe, ai fredags bar e godersi gli spazi comuni.
Hai per caso qualche segreto sulle lezioni o sulla vita sociale da studente che solo gli studenti possono sapere e che ti andrebbe di condividere con noi?
I Fredagsbar, Fridays bar, sono sempre un’esperienza super divertente. Soprattutto se si è appena arrivati, è un’opportunità per conoscere nuovi studenti, internazionali e danesi, ai fredagsbar dell’università. Inoltre, KU organizza un festival ogni anno verso l’inizio dell’estate, con musica e cibo. Una bellissima esperienza. Se siete al South Campus, andate una volta all’Helga bar e se fa bello, sulla terrazza che c’è subito lì di fronte. Ci si può sedere e studiare godendosi il caffè e una bella vista su Copenhagen.